L'importanza degli occhi nell'arte
Oggi sono qui per trattare un argomento un po' diverso dal solito, si parlerà sempre e comunque di arte ma a differenza della solita spiegazione di un quadro, della storia dell'artista e delle sensazioni che mi trasmette quel quadro; oggi vi parlerò di quello che per me è: "L'importanza degli occhi nei quadri".
Ma non tanto il fatto della presenza degli occhi all'interno di un quadro, perché un quadro può trasmettere emozioni anche se raffigura un cieco o, più banalmente, una Notte Stellata…
Per me gli occhi nei quadri sono importanti perché devono saper esprimere le emozioni giuste, le esatte emozioni che l'artista vuole riportare nella sua opera.
Ad esempio se io sto raffigurando un'opera triste dovrò dare alla persona (o all'animale) uno sguardo più triste [solitamente per ottenere quest'effetto si usa disegnare gli occhi che vanno verso il basso e le sopracciglia più distanti dall'occhio].
Allegherò qualche esempio in seguito, per spiegarmi meglio.
ESEMPIO 1: L'angelo caduto di Alexandre Cabanel

Opera a di poco sensazionale, dipinto nel 1847.
Si può notare l'attenzione ai dettagli e ai particolari da parte del pittore, ogni cosa è collegata allo sguardo di Icaro (ossia l'angelo caduto).
Il suo sguardo È il quadro, il resto sono solo dettagli.

Da esso si percepisce non l'odio, ma il dubbio dell'abbandono e della "beffa" che Dio si è fatto di lui, solo perché voleva troppo.
Il suo egoismo, narra la storia, la sua insoddisfazione lo portò a volere la cosa più bella e irraggiungibile: lui voleva il Sole. Il controsenso è che lui si è anche avvicinato al Sole, ma si è bruciato le ali ed è finito all'inferno, ne è diventato il capo. È rimasto comunque il più invidiato: prima per la sua bellezza e poi per la sua potenza (per quanto riguarda le anime dei dannati).
Ma adesso non è la leggenda che si cela dietro Icaro ad interessarci ma bensì, il suo sguardo all'interno dell'opera.
Come dicevo, i suoi occhi sono la vera opera di questo quadro il resto… dettagli, oserei dire quasi che sono inutili dettagli, perché conoscendo o meno la sua storia i suoi occhi possono far emozionare comunque.
Due occhi azzurro ghiaccio, rossi dalla rabbia e dalle lacrime versate per il mancato perdono del "padre", mancato perdono dovuto ad un suo semplice sfizio.
Per me questa è l'espressione più grande di "occhi" quando parlo dell'importanza di uno sguardo nell'arte.
ESEMPIO 2: Pagliaccio triste di Gino Bordoni

Dipinto tra gli anni '70 e '80 da Gino Bordoni.
I pagliacci tristi (per quanto possano risultare inquietanti) sono da sempre la migliore definizione del detto "ridere per non piangere", perché seppur tristi ridono sempre e comunque.
Ma voi starete pensando "a me non sembra triste, mi sembra più che altro che stia sognando a occhi aperti" e io vi dico, analizziamo un primo piano dello sguardo del clown.

Se ricordate, all'inizio dell'articolo ho detto che la caratteristica base di uno sguardo triste sono gli occhi che "spiovono" verso il basso. Ebbene gli occhi di questo clown, spiovono verso il basso, non in modo evidente, ma spiovono.
E allora perché non si nota subito?
Semplice, perché il pittore è stato talmente bravo a riprodurre la muscolatura facciale.
Provate a fare uno sguardo triste e a sorridere nello stesso tempo, è difficile da fare ma se vi guardate allo specchio potete notare che i vostri occhi sono tristi ma la vostra "muscolatura facciale" no. Si noterà appena che i vostri occhi spiovono verso il basso, quindi posso solo che fare i mie complimenti al pittore e al quadro in sé, che ci fa capire che la tristezza si può nascondere con un sorriso ma che solo gli occhi più attenti noteranno la tristezza dietro i vostri occhi.
Tra l'altro il questo quadro è attualmente in vendita (cliccate qui, se siete interessati a leggere la descrizione dell'annuncio. Cosa che consiglio perché viene spiegata bene, e in breve, la vita dell'artista).
Questi per me sono i due esempi che spiegano di più l'importanza degli occhi nei quadri: entrambi con espressioni e significati diversi, danno una panoramica su come riconoscere le emozioni che si nascondono dietro uno sguardo; che queste siano di odio, di abbandono, di gioia o di dolore…
Grazie e spero che questo mio punto di vista vi sia piaciuto.