Niki de Saint Phalle

Niki de Saint Phalle, pseudonimo di Catherine-Marie-Agnès Fal de Saint Phalle (nata il 29 ottobre 1930 e morta il 21 maggio 2002, a San Diego, a causa di una malattia respiratoria), è stata una pittrice, scultrice, regista e realizzatrice di plastici francese.
n.d.s. Secondo me non è morta per una malattia respiratoria. Dato che è descritta come una "testa calda" magari ha fatto dei torti a qualcuno o ha scoperto cose che non doveva scoprire.
È ricordata soprattutto per le sue grandi e colorate sculture femminili, chiamate Nanas.
L'attività finanziaria di famiglia subisce una crisi che porterà l'intera famiglia a trasferirsi a New York (nel 1937). Niki studia presso scuole cattoliche e pubbliche: il suo carattere ribelle la porta a cambiare spesso scuola. La vita negli Stati Uniti si alterna con le vacanze estive presso i nonni, in Francia.La doppia nazionalità contribuirà a farne una cittadina del mondo, poliglotta e legata ad amicizie internazionali.
All'età di 11 anni il padre abusa di lei e dopo decenni l'esperienza traumatica diventerà oggetto di un libro illustrato pubblicato dall'artista nel 1994: il libro si chiama "Psicovita" ed è una biografia nella quale racconta se stessa: il suo passato e il suo presente.
Oggi grazie a tutte le opere d'arte che ci ha lasciato, possiamo raccontare il suo futuro.
LE TRE GRAZIE

Quest' opera è stata realizzata nel 1999.
Realizzata con fibra di vetro, un materiale che si ottiene mischiando la plastica con, appunto, della fibra di vetro per rendere il materiale più resistente.
Si dice che la fibra di vetro sia stata inventata nel 1880 da un prussiano.
Il significato dietro all'opera starebbe nel fatto che le tre grazie sarebbero le tre figlie di Zeus (che solitamente accompagnano Venere), esse simboleggiano lo splendore, la gioia e la prosperità.
L'opera è molto dinamica ma non solo perché le tre grazie si muovono in cerchio, presumo in una sorta di danza, ma anche per i colori; bisogna sapere che in tutte le opere d'arte la scelta dei colori è molto importante, i colori dopo il soggetto sono ciò che ci permette di provare emozioni quando guardiamo un'opera e, anche se non vado particolarmente pazza per le opere contemporanee, devo ammettere che questa e molto bella e la scelta dei colori è a dir poco perfetta, perché la dinamicità del movimento non sarebbe così chiara se non avesse usato questi colori.
Come ben sappiamo il giallo, il rosso, il verde e il blu sono colori primari, e il fatto di aver scelto di accostarli così vicini e, aver scelto delle tonalità così accese lasciano percepire, oltre ad un sacco di gioia, anche proprio la dinamicità.
Oserei dire che è quasi come un pugno nell'occhio, una vera e propria scarica di epinefrina, e tutto ciò è molto affascinante.
Le forme delle statue ricordano quelle della "Venere di Willendorf"; come le grazie anche la venere di Willendorf è un simbolo di femminilità infatti, in questa scultura, le forme femminili sono molto esaltate.

A partire dal 1965 esplora la rappresentazione artistica femminile e realizza delle figure a grandezza naturale. Questa opera si può classificare in una categoria apposita creata proprio dall'artista: Le Nana.
Tra giugno e settembre 1966, con il supporto di Jean Tinguely e di Per Olof Ultvedt, realizza "Hon/Elle", una gigantesca Nana incinta di 28 metri di lunghezza, 6 metri di altezza e 9 metri di larghezza, stesa sul dorso come in procinto di partorire.
Nel seno sinistro dell'opera viene installato un piccolo planetario mentre nel seno destro si trova un bar. I visitatori possono entrare nell'opera passando per la vagina e ciò suscita roventi polemiche.
Clicca qui se vuoi vedere un breve video della costruzione di "Hon/Elle".
Grazie e spero che anche questo mio punto di vista vi sia piaciuto.