Renè Magritte

30.04.2024

René François Ghislain Magritte, nato a Lessines il 21 novembre 1898; morto a Bruxelles 15 agosto 1967 è stato un pittore belga.

Muore per un tumore al pancreas.

La cosa "bella" della sua tomba è il fatto che sia rettangolare, dettaglio banale ma non scontato, dato che, come leggerete dopo, ha avuto un approccio al cubismo.

Viene considerato uno dei maggiori pittori del surrealismo in Belgio.

Dopo iniziali vicinanze al cubismo e al futurismo, il suo stile s'incentrò su una tecnica raffigurativa accuratissima basata sul trompe l'oeil (genere di pittura accentuatamente naturalistica, in cui la rappresentazione tende a una concretezza tale da generare l'illusione del reale).


René Magritte, detto anche le saboteur tranquille (il disturbatore silenzioso), per la sua capacità d'insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso: non per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per mostrarne il mistero indefinibile.

L'intenzione del suo lavoro è alludere al tutto come mistero e non definirlo.


Ha realizzato in totale 800 tele e disegni.


STILE E TECNICA

Il suo stile è definito illusionismo onirico. Egli illustra, ad esempio, oggetti di realtà assurdi: un paio di scarpe che si tramutano nelle dita di un piede o un paesaggio simultaneamente notturno nella parte inferiore e diurno in quella superiore, ricorrendo a tonalità fredde, ambigue, antisentimentali quali quelle del sogno. Scopo dei suoi enigmatici quadri è di creare nell'osservatore un "cortocircuito visivo".

Del tutto estraneo al suo metodo è l'automatismo psichico: la sua pittura non vuole far emergere l'inconscio dell'uomo, bensì valorizzare oggetti usuali, i quali decontestualizzati appaiono inusuali.

Questo tema svela tratti affini alla Metafisica (in senso artistico e non in campo filosofico): il suo periodo surrealista ha inizio con la scoperta delle opere di Giorgio de Chirico.

Da qui il bisogno di creare universi fantastici, misteriosi e pitture sulla natura basate su contenuti apparentemente indecifrabili ed enigmatici.


GLI AMANTI

"Gli amanti" quadro realizzato da Magritte nel 1928.

L'opera è conservata presso la National Gallery of Australia, mentre la seconda è stata donata dal collezionista privato Richard S, si trova al MoMA (museum of modern art) di New York.

Come ben sapete, dopo un po' di storia, tocca a me dare un punto di vista "critico" all'opera.


"Gli amanti"… Uno dei quadri di Magritte che più mi piace.

Leggendo informazioni sull'artista in generale, è uscito fuori che la madre si è suicidata lanciandosi da un ponte in un fiume, venne ritrovata con una camicia da notte avvolta intorno alla testa; questa cosa avvenne quando Magritte era ancora bambino motivo per cui, secondo me, alcuni quadri di Magritte hanno un "sacco" in testa, o comunque un telo.

Questo quadro è ipnotico più lo si guarda più spuntano nuove emozioni: stupore, mistero, curiosità, comprensione,... Se ci pensate è un po' così che si sente qualcuno quando scopre che il proprio partner ha un amante.

Si è CURIOSI di sapere chi è questa persona con la quale il nostro "amore" ci ha sostituito, poi c'è il MISTERO dell'identità dell'amante e, non sempre, ma solo se si riesce a perdonare il proprio compagno, la COMPRENSIONE del perché.


Inoltre se si è a conoscenza della possibile storia dietro ai "personaggi incappucciati" di Magritte, si può notare come i colori siano perfettamente coerenti con l'annegamento. Mi spiego meglio, apro una parentesi un po' più scientifica, quando una persona annega la pelle diventa bluastra, i capelli tutti arruffati e spezzati e, se uno è vestito, i vestiti si scoloriscono in base al tempo che uno ha passato in acqua e in più si rovinano.


Detto questo se notate bene, i colori del quadro sono tutti colori spenti, "consumati", lasciano tranquillamente trasparire quel senso di annegamento.

Il colletto della giacca di lui non è preciso e lineare come una giacca di un uomo che si è preparato ore e ore per un appuntamento, al contrario il colletto è sgualcito e in una parte sembra persino essersi staccato e, tornando al discorso dei colori: il colletto è grigino, a chiazze anche marroncino, quindi… il classico colore di un vestito bianco inzuppato di acqua.


Inoltre, nel medioevo, i boia indossavano dei cappucci neri, mentre eseguivano le uccisioni; credo che Magritte abbia voluto riprendere questa cosa nelle sue opere dato che la madre si è uccisa con una camicia da notte in testa, lei è stata vittima e carnefice di sé stessa, quindi è stata il suo stesso boia. Molto probabilmente mi sbaglio ma le due cose potrebbero essere collegate, o comunque associate.


Grazie e spero che anche questo mio punto di vista vi sia piaciuto.