Una piacevole scoperta
Finalmente, come vi avevo promesso tempo fa, parleremo della meravigliosa opera che appare nella home del mio blog: "La morte di Giacinto".
Ho intitolato così l'articolo perché dopo alcune ricerche ho potuto scoprire che ci sono varie versioni di questo quadro.
Oggi farò un confronto tra quella di Jacques-Louis David (1801) e quella di Caravaggio (1606 circa).
Anche se il più vicino a noi è quello di Jacques-Louis David, io preferisco quello di Caravaggio.


L'opera di Jacques-Louis David è stata realizzata nel 1801 ed è un olio su tela e risulta essere una delle sue opere più importanti.
Il tratto è delicato e trasmette una "triste tranquillità", all'interno del quadro Giacinto sta morendo e Apollo lo sta sorreggendo.
Accetta la morte di Apollo e la accoglie sapendo che ci sarà una rinascita dell'amato attraverso il fiore.
Quella di Caravaggio, al contrario, esprime un "tormento celato" che si può notare dall'espressione quasi assente di Apollo. In questo caso Apollo sa che Giacinto sta morendo e sa anche che non ci può fare nulla ma non riesce ad accettare il fatto che potrà ricordarsi del suo amato solo attraverso un fiore e non poterlo più stringere tra le sue braccia. Realizzato intorno al 1606 con il classico metodo della stratigrafia (pennellate rapide e sciolte di colore ad olio che definiscono in ogni particolare la composizione).
MA COSA RACCONTANO I LIBRI?

Non si sa se la divinità abbia sbagliato mira o se invece fosse stato Borea, il Vento del Nord, anche lui innamorato di Giacinto, a deviare il disco con un soffio improvviso. Il sangue sgorgava copioso dalla ferita del fanciullo. Apollo si inginocchiò sul corpo del giovane, e pianse disperato: «Vedo la tua ferita che mi accusa: tu sei il mio dolore e il mio delitto. È la mia mano responsabile della mia morte, io ne sono la causa. Eppure qual è la mia colpa? È una colpa giocare? È una colpa l'amore? Vorrei morire con te ma non è il mio destino: io sono immortale. Ma io ti trasformerò in qualcosa di bello: gli uomini e le donne, quando lo vedranno, sempre si ricorderanno di te». E mentre così parlava, il sangue del fanciullo, sparso sul terreno, iniziava a mutare forma. Si trasformava in un fiore, colorato di un rosso violento e…
"Olympos - Vizi, amori e avventure degli antichi Dei" - Giorgio Ieranò
E già il sole era a mezza strada tra la notte ormai trascorsa e quella in arrivo, a uguale distanza dall'una e dall'altra: Febo e Giacinto si spogliano e, tutti luccicanti d'olio, danno inizio a una gara di lancio col disco.
Per primo Febo, dopo averlo soppesato, lo scaglia nell'aria e quello, irrompendo nel cielo, squarcia le nubi che incontra.
Solo dopo lungo tempo ricade per il peso sulla crosta della terra, mostrando quanto può la perizia unita alla forza.
Sùbito, spinto dal gusto del gioco, senza ragionare, il fanciullo del Tènaro corre a raccoglierlo; ma la durezza del suolo all'urto fa rimbalzare il disco proprio contro il tuo volto, Giacinto.
Impallidì il ragazzo e accanto a lui il nume, che sorregge il corpo afflosciato e cerca in qualche modo, tamponando la brutta ferita, di farti rinvenire, di trattenere la vita che fugge con impiastri d'erbe.
"La Metamorfosi" - Ovidio

Si dice che l'ispirazione sia venuta a Caravaggio durante una partita a pallacorda nella quale, purtroppo, colpì la palla con troppa forza che finì contro l'avversario lasciandolo senza vita, infatti nella versione di Caravaggio si può notare che ai piedi di Giacinto c'è una racchetta.
Per Jacques-Louis David, la storia è simile ma, dato che si è ispirato al libro "La Metamorfosi, di Ovidio", (vi consiglio la lettura del "passo". L'ho trovato su un sito scritto molto bene, lo potete trovare qui) al posto di una racchetta si può notare che ai piedi di Giacinto c'è un disco perché, sempre secondo il testo ovidiano, mentre Apollo e Giacinto si stavano allenando al lancio del disco in preparazione ai giochi olimpici, esso subì improvvisamente un cambio di direzione a causa del Dio del vento Zefiro, anch'egli innamorato del giovane e geloso della gioia toccata ad Apollo, con una folata di vento mandò il pesante disco a colpire la fronte di Giacinto.
Come ho detto la mia preferenza va a Caravaggio, oltre al fatto che l'opera sia più virile, si può notare un dettaglio piccolo ma importantissimo: ai piedi del Giacinto di Caravaggio c'è un fiore messo in risalto dal fatto che è bianco in un ambiente di colori scuri, al contrario, il Giacinto di Jacques-Louis David non lascia la possibilità allo spettatore di catturare subito questo dettaglio, dato l'utilizzo di colori così calmi.
Entrambi i quadri si legano perfettamente alla leggenda: per l'opera di Caravaggio c'è il particolare del fiore mentre per l'opera di Jacques-Louis David c'è il dettaglio del disco, il quale si avvicina di più alla leggenda originale.
Si può dire che la versione di Caravaggio è più personale mentre quella di Jacques-Louis David è più pertinente alla storia.
Le opere sono attualmente situate:
nella città di Poitiers (in Francia), quello di Jacques-Louis David ed è spesso esposto al Musée Sainte-Croix;
per quanto riguarda la versione di Caravaggio non sono riuscita a trovare nulla al riguardo della sua attuale ubicazione, posso presupporre che si possa trovare in una delle regioni in cui ha vissuto, quindi: Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia.
E voi cosa ne pensate? A chi va la vostra preferenza?
Grazie e spero che anche questo punto di vista vi sia piaciuto.